SP68 Bianco 2016 - OCCHIPINTI


SP68 Bianco 2016 - OCCHIPINTI

16,00


Denominazione: Terre Siciliane IGT

Vitigni: Moscato di Alessandria 60%,  Albanello 40%

Formato Bottiglia: 75 cl

Vigneti: Allevati a guyot su terreni rossi calcarei a coltivazione biologica

Vinificazione: Pigiadiraspatura, fermentazione spontanea con lieviti indigeni in vasche di cemento con macerazione sulle bucce per 15 giorni, rimontaggi e follature giornaliere. Senza chiarifiche né filtrazioni

Affinamento: 6 mesi in vasche di cemento sulle fecce fini

Filosofia produttiva: Triple A, Vini fatti come una volta con metodi artigianali, Lieviti indigeni, Vini bianchi macerati sulle bucce

 

Il Bianco SP68 di Arianna Occhipinti è un vino che ama la terra da cui proviene e la ama per il forte legame che c’è tra essa e Arianna.

Il nome di una strada, per un vino che è un viaggio. Quello dei contadini che già tremila anni fa partivano dalle campagne con le anfore, e poi le botti, e dentro il frutto del loro lavoro, la fatica, la gioia, ancora l’odore della terra. Il viaggio degli agricoltori, anche oggi diretti alla loro vigna, tra incontri e parole scambiate, sotto il cielo limpido degli Iblei.

 

Tutto è nato quattordici anni fa a Fossa di Lupo. Un luogo magico dove la terra, che la sera si colora di rosso ed è pettinata dal vento che arriva dagli Iblei, si appoggia da un lato a una strada: l’SP68.  Una strada statale come tante, ma con una storia speciale. Un tempo era di pietra, stretta poco più di un sentiero; tremila anni fa collegava Gela a Kamarina, percorreva - come oggi - le strade del Cerasuolo di Vittoria e da Caltagirone proseguiva per Catania e Lentini. Lì, stretta tra cielo e terra, la linea di quella strada segnava anche il mio destino. Al primo ettaro di terra accanto al mio palmento, a Fossa di Lupo, ne sono seguiti altri. L’azienda si è estesa anche nelle contrade Bombolieri, Bastonaca e Pettineo. Eppure è ancora come il primo anno. Anche Bombolieri si trova sull’SP68. La vigna qui spazia e s’ingobbisce sullo zoccolo calcareo della contrada, le viti sono di venti e più anni, e la corte su cui affacciano le cantine riesce a intrappolare tutta la forza solare degli Iblei. Mai come in questo nuovo approdo mi sento di aver percorso una strada coerente. Mai come a Bombolieri sento che mi sto portando dietro passato e futuro allo stesso tempo. Era la più antica strada del vino mai attestata. Su quella strada generazioni e generazioni di contadini si erano messi in marcia per portare il loro vino fino alla costa.

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