Frappato di Vittoria 2016 - OCCHIPINTI


Frappato di Vittoria 2016 - OCCHIPINTI

28,50


Denominazione: Terre Siciliane IGT

Vitigni: Frappato 100%

Formato Bottiglia: 75 cl

Vigneti: Viti di 50 anni ad alberello e guyot su terreno di medio impasto calcareo e sabbioso a coltivazione biologica

Vinificazione: Pigiadiraspatura, macerazione e fermentazione spontanea con lieviti indigeni in vasche di cemento per 40 giorni, con rimontaggi e follature, svinatura e leggera pressatura delle vinacce. Senza chiarifiche né filtrazioni

Affinamento: 12 mesi in botti di rovere di Slavonia

Filosofia produttiva: Triple A, Vini fatti come una volta con metodi artigianali, Lieviti indigeni

 

Il Frappato è il vino per eccellenza di Arianna Occhipinti.

Il Frappato nasce dal mio sogno di ragazza di fare un vino che sapesse della terra che lavoro, dell’aria che respiro, e dei miei stessi pensieri. È aspro, sanguigno ed elegante. È Vittoria e i monti Iblei. È il vino che più mi somiglia, coraggioso, originale e ribelle. Ma non solo. Ha origini contadine, per questo ama le sue radici e il passato che si porta dentro; ma, nello stesso tempo, è capace di lottare per migliorarsi. Conosce la raffinatezza senza dimenticare mai se stesso.

 

Tutto è nato quattordici anni fa a Fossa di Lupo. Un luogo magico dove la terra, che la sera si colora di rosso ed è pettinata dal vento che arriva dagli Iblei, si appoggia da un lato a una strada: l’SP68.  Una strada statale come tante, ma con una storia speciale. Un tempo era di pietra, stretta poco più di un sentiero; tremila anni fa collegava Gela a Kamarina, percorreva - come oggi - le strade del Cerasuolo di Vittoria e da Caltagirone proseguiva per Catania e Lentini. Lì, stretta tra cielo e terra, la linea di quella strada segnava anche il mio destino. Al primo ettaro di terra accanto al mio palmento, a Fossa di Lupo, ne sono seguiti altri. L’azienda si è estesa anche nelle contrade Bombolieri, Bastonaca e Pettineo. Eppure è ancora come il primo anno. Anche Bombolieri si trova sull’SP68. La vigna qui spazia e s’ingobbisce sullo zoccolo calcareo della contrada, le viti sono di venti e più anni, e la corte su cui affacciano le cantine riesce a intrappolare tutta la forza solare degli Iblei. Mai come in questo nuovo approdo mi sento di aver percorso una strada coerente. Mai come a Bombolieri sento che mi sto portando dietro passato e futuro allo stesso tempo. Era la più antica strada del vino mai attestata. Su quella strada generazioni e generazioni di contadini si erano messi in marcia per portare il loro vino fino alla costa.

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